Anne Bonny
Anne
Bonny (1697 – 1721) è stata una pirata irlandese. Insieme a Calico Jack Rackham
fu attiva in bande di bucanieri che operavano
nelle acque dei Mar dei Caraibi.
Della sua vita si sa poco eccetto che nacque nella contea di Cork (Irlanda) - in data presumibile fra il 1697 ed il 1705 - figlia illegittima di un avvocato - William Cormac - e della sua governante di nome Mary, o Peg, Brennan. Il padre in quel periodo presentava la bambina come il figlio di un parente. Quando però la relazione fra Cormac e la Brennan divenne di dominio pubblico, i due decisero di emigrare, con la bambina, in Sud Carolina per stabilirsi nella città di Charleston. Qui le sorti della famiglia mutarono in positivo e Cormac raggiunse una buona posizione economica come mercante e proprietario terriero.
Anne crebbe sviluppando un carattere fiero e, prima ancora di abbandonare la vita borghese cui sembrava destinata, mostrava sorprendenti doti di coraggio come quando, in occasione di un tentativo di violenza carnale da parte di un giovane, reagì - secondo le memorie di Capitan Johnson - rendendolo inabile per un tempo considerevole. Successivamente lasciò la casa paterna per andare sposa ad un marinaio.
Trasferitasi con il marito nei Caraibi,
assunse nuovamente abiti maschili e si unì alla banda dei pirati di Mary Read e
Calico Jack Rackam al quale si unì in una relazione sentimentale.
A bordo del vascello pirata Anne Bonny svolgeva compiti pericolosi al pari degli
altri pirati; in particolare pare fosse addetta al trasporto delle cariche
esplosive.
Nel 1720 un vascello militare catturò tutto l'equipaggio mentre tre soli pirati difendevano il ponte della nave. Tra questi Mary Read ed Anne Bonny, entrambe all'epoca in attesa di un bambino. Anne Bonny poté evitare il patibolo in virtù di un particolare dispositivo di legge previsto dal codice britannico solo per il periodo della sua gravidanza. Venne tuttavia giustiziata nel 1721.
Tratto da "Wikipedia, l'enciclopedia libera".
John Robert detto Bartholomew Roberts
Bartholomew
Roberts, pseudonimo di John Robert (17 maggio 1682 - 10 febbraio 1722), gallese,
noto anche come Black Bart, (in gallese: Barti Ddu), è stato il
più grande pirata della storia ed uno dei più famosi pirati della sua
epoca.
Nacque a Casnewydd-Bach nel Pembrokeshire, Galles.
La sua carriera di pirata iniziò piuttosto tardi all'età di 37 anni quando,
imbarcato sulla nave negriera Princess of London, fu fatto prigioniero dal
pirata Hywel Davis ad Anomabu sulla costa del Ghana. Unitosi ai pirati, Roberts
nel giro di sei settimane fu eletto capitano del vascello Rover dopo la morte
del Capitano Davis avvenuta nei pressi dell'isola di El Principe.
La sua attività non consisteva nei soli abbordaggi di
mercantili. Nel 1720 Bartholomew Roberts dopo aver appreso che a Nevis
erano stati giustiziati alcuni pirati si diresse verso il vicino porto di
Basseterre incendiando alcune navi e offrendo una taglia sui funzionari
responsabili perché fossero essi stessi giustiziati. Successivamente, in
occasione dell'attacco ad una nave francese, catturò il governatore della
Martinica che pagò l'aver fatto giustiziare dei pirati con l'impiccagione a un
albero della propria nave.
Dopo aver pesantemente colpito i commerci sulla rotta delle Indie nel 1721, nel
febbraio dell'anno successivo Roberts fu ucciso sulla sua nave ammiraglia, la
Royal Fortune, durante uno scontro al largo di Cape Lopez, in Gabon. Fu un colpo
di cannone alla gola ad ucciderlo mentre stava combattendo personalmente contro
Chaloner Ogle capitano della nave da guerra Swallow inviata a combattere la
pirateria nell'Africa Occidentale. I suoi compagni riuscirono ad esaudire le
volontà del loro capitano e, prima che il suo corpo fosse catturato, riuscirono
a gettarlo in mare.
Dal 1719 al momento della cattura l'equipaggio di Black Bart aveva catturato 456
vascelli.
Inizia il 28 marzo 1722 presieduto da un tribunale speciale istituito ad hoc
presso il castello di Cape Coast (Ghana), una fortezza per la tratta degli
schiavi, il tribunale comprendeva il capitano Herdman comandante dalla nave
Weymouth come presidente della corte e come commissari: James Phipps generale
della costa, Edward Hyde segretario della Royal Africa Company, i mercanti
Francis boye e Henry Dodson ed i tenenti di vascello Barnsley e Fanshaw
(chiamati per raggiungere il numero legale di sei commissari), il capitano Ogle
in qualità di artefice della cattura non entrò nella giuria.
I capi d'accusa erano due. Primo, associazione criminale contro i commerci dei
sudditi di sua maestà. Secondo, attacco alla nave Swallow della Royal Navy. Il
processo fu veloce grazie ad un numero enorme di testimoni per lo più membri
dell'equipaggio della Swallow , per assicurare un processo equo venne fatto
scarso uso del linguaggio tecnico legale, le prime
esecuzioni furono avviate già il 3 aprile ed entro il 20 aprile furono
eseguite tutte le condanne a morte per un totale di 52, 17 scontarono la pena al
carcere di Marshalsea, altri ancora furono assolti per aver provato di essere
stati costretti a collaborare con i pirati sotto minaccia.
Roberts viene citato da Long John Silver nel celebre romanzo
L'isola del tesoro.
Più recentemente ha ispirato il personaggio di Orso Bartholomew nel manga One
Piece, ambientato in una non meglio precisata epoca piratesca.
Tratto da "Wikipedia, l'enciclopedia libera".
John Rackham detto Calico Jack
John
Rackham (21 Dicembre 1682 – Santiago de la Vega, 17 novembre 1720) è stato un
pirata britannico.
John Rackham, noto anche come Calico Jack Rackham, è stato un pirata per il
quale ci si ricorda più che altro per aver inventato la classica
bandiera del teschio (Jolly Roger) con le tibie incrociate. Il suo nome
derivava dal tessuto calico dai suoi abiti che era solito indossare.
John Rackham è anche noto per aver impiegato due delle più famose
piratesse del suo tempo: Anne Bonny e Mary Read.
Morì il 17 novembre 1720 giustiziato insieme alla maggior parte del suo
equipaggio. Una leggenda dice che al patibolo era presente Anne Bonny, che
guardò il compagno che stava per venire giustiziato e gli disse: "Se tu avessi
combattuto da uomo, a quest'ora non ti saresti fatto impiccare come un cane!"
Tratto da "Wikipedia, l'enciclopedia libera".
Edward Teach detto Barbanera
Edward
Teach, meglio noto come
Barbanera (c. 10 luglio 1680 - 22 novembre 1718), fu un
celebre pirata britannico, che ebbe il controllo del Mar dei Caraibi per un
breve periodo fra il 1716 e il 1718, durante la cosiddetta età d'oro della
pirateria.
I dati sulla sua vita sono molto incerti e influenzati dalle leggende che
furono in seguito elaborate attorno al suo nome. Nacque probabilmente nel 1680,
a Bristol secondo alcune fonti, a Port Royal secondo altre. Si è discusso anche
del suo cognome; sarebbe Teach secondo la maggior parte degli storici, ma vi è
chi sostiene si chiamasse in altri modi, tra cui Drummond, Thatch o Tirsh. Si
sarebbe
sposato 14 volte; l'ultima moglie sarebbe stata appena sedicenne.
Il suo ingresso nella pirateria fu forse sulle navi corsare giamaicane che
combattevano per mare contro i francesi. Nel 1716 si alleò con Benjamin
Hornigold, con il quale assaltò circa 20 navi in 18 mesi. Si impossessò in
particolare di un vascello proveniente dalla Guiana francese, in particolare,
per ribattezzarlo Queen Anne's Revenge. Oltre ad arrembare le navi in alto mare,
Barbanera assaltò porti in diverse regioni, fra cui Turkill, Grand Cayman,
Bahamas, Carolina. Nel 1718 assediò il porto di Charleston nella Carolina del
Sud; in quell'occasione catturò un amministratore della città con il figlio di
quattro anni e chiese come riscatto un baule di medicine.
Aveva fama di essere uno dei pirati più feroci, e alla sua immagine e alle sue imprese (reali e leggendarie) si deve in gran parte lo stereotipo del "pirata cattivo" nella cultura. I suoi modi terrorizzavano le sue vittime ma anche lo stesso equipaggio; si dice che usasse sparare con la pistola alle gambe dei suoi uomini come misura punitiva o semplicemente per mantenere la disciplina a bordo. In una occasione avrebbe fatto riempire con fuoco e zolfo la stiva della sua nave allo scopo di creare un'atmosfera infernale, e avrebbe sfidato i suoi a una gara di resistenza in mezzo al fumo (ovviamente vincendo). Si dice che bevesse rum mischiato con polvere da sparo e che la sua barba fosse così lunga che egli se la attorcigliava attorno alle orecchie; che quando andava in battaglia si mettesse dei pezzi di miccia accesi sotto il cappello in modo da essere sempre avvolto da una fitta nuvola di fumo (particolare che rendeva il suo aspetto al tempo stesso bizzarro e spaventoso).
Il 20 luglio 1718 Barbanera rifiutò l'amnistia offertagli dal Woodes Rogers, Governatore di Nassau e delle Bahamas. Il governatore della Virginia Alexander Spotwood ordinò al tenente di vascello della Marina inglese Maynard di catturare Barbanera, vivo o morto. A bordo della nave da guerra Pearl, Maynard raggiunse Barbanera il 21 novembre del 1718, nell'insenatura di Ocracoke, e riuscì a ucciderlo dopo una sanguinosa battaglia. Si racconta che Barbanera non morì prima di aver subito 25 ferite, di cui 5 da arma da fuoco. La testa mozzata del pirata venne infissa sulla punta del bompresso della Pearl. Nella sua carriera Barbanera aveva catturato quasi 140 navi.
Nel marzo 2007 i responsabili del Queen Anne's Revenge Shipwreck Project
hanno annunciato l'intenzione di recuperare la Queen Anne's Revenge entro tre
anni.
La nave si trova al largo delle coste della Nord Carolina ed attualmente è
coperta di coralli.
Il personaggio Barbanera ricorre spesso nella letteratura, nel cinema e in altre
forme di finzione; in genere viene rappresentato secondo lo stereotipo del
pirata crudele, depositario di un misterioso tesoro, e maledetto al punto di
riapparire, non di rado, come fantasma.
Tratto da "Wikipedia, l'enciclopedia libera".
Francesco Nau detto l'Olonese
Francesco Nau detto l'Olonese (all'anagrafe Jacques Jean David Nau) (1634 -
1671) fu uno dei più famosi
bucanieri francesi. Nato a Les Sables-d'Olonne (da cui il soprannome) nel
1634, morì nel 1671 sulle coste della Colombia.
Durante l'infanzia e l'adolescenza lavorò come servo presso un proprietario terriero sulle coste dell'isola di Martinica. Nel 1653 si trasferì sull'isola di Hispaniola. Qui conobbe un gruppo di bucanieri, e, rimasto impressionato ed affascinato dai loro racconti e dalla loro avventurosa vita iniziò la sua sfolgorante “carriera”, guadagnandosi l'ammirazione dei compagni e del governatore francese dell'isola di Tortuga, monsieur de La Place, che lo pose subito a capo di un piccolo legno, per combattere la flotta spagnola. La sua azione fu talmente efficace da meritarsi entro breve tempo l'appellativo di “flagello delle navi spagnole”.
Dopo questi successi iniziali, perse la nave durante una tempesta nei pressi dello Yucatan. Con essa andò a fondo anche l'ingente tesoro fino ad allora accumulato. Tornato a Tortuga, ottenne dal governatore dell'isola una nuova nave. Si diresse lungo le coste di Campeche dove subì però un inaspettato rovescio: perse quasi tutto l'equipaggio che venne catturato o ucciso dagli spagnoli, ma, grazie ad un'astuto stratagemma, riuscì a salvarsi e fuggì rubando una nave nemica. Nei giorni successivi, al largo delle coste cubane, con due sole canoe ed appena 25 uomini di equipaggio, catturò un vascello spagnolo con 90 marinai a bordo; di questi solo uno ebbe salva la vita: l'Olonese lo spedì dal governatore spagnolo dell'Havana con il messaggio che avrebbe dedicato la sua vita alla pirateria e che non si sarebbe mai fatto catturare vivo.
Nel 1666 tornò all'isola Tortuga, dove, assieme ad un altro famoso
filibustiere, Michele le Basque ("il Basco"),
costituì una piccola armata composta da 8 navi e 650 uomini.
In breve tempo i due compirono incredibili imprese piratesche, eleggendo a loro
territorio di caccia il golfo del Venezuela: la più nota fu senza dubbio la
cattura del porto di Maracaibo, dove, dopo aver commesso saccheggi e atrocità di
ogni tipo, si fecero versare un'enorme quantità di tesori (oro, gioielli, verghe
d'argento, tessuti preziosi) dal governatore locale, quale riscatto. Proseguì la
sua impresa con la città vicina di Gibraltar sulla costa sud del lago Maracaibo.
Nonostante il pagamento di 20.000 pesos e di 500 mucche decise di saccheggiare
ugualmente la città ottenendo così 260.000 pesos, gemme, seta e schiavi.
Dopo due anni di simili scorribande aveva accumulato un immenso tesoro: lo sperperò in breve tempo dopo aver concluso il sodalizio con le Basque. Partì nuovamente in cerca di fortuna e ricchezze, deciso a catturare Granada. L'Ollonnais torturava le sue vittime con macabra originalità: si dice che una volta squarciò il petto di un prigionero spagnolo, ne estrasse il cuore e lo mangiò a morsi. Dopo aver depredato alcune navi a sud di Cuba cercò di catturare il porto di Capo Gracias-a-Dios, senza fortuna. Si diresse così verso le coste dell'Honduras dove catturò un numero imprecisato di navi e saccheggiò alcuni villaggi costieri.
Nel 1670 tentò di conquistare Città del Guatemala ma il progettò fallì: i suoi modi crudeli gli alienarono la fiducia di molti dei suoi uomini che, anche spaventati dalle imponenti strutture difensive, lo abbandonarono. Venne sorpreso da una tempesta che fracassò sugli scogli di Pearl-Key l'unica nave rimasta; con i resti costruì una zattera e risalì il fiume San Juan dove però si scontrò con le tribù indigene e il suo equipaggio venne definitivamente sconfitto. L'avventurosa vita di Jacques Jean David Nau, detto l'Olonese, terminò sulle coste del golfo di Uraba, dove venne catturato da un gruppo di cannibali che mangiò lui e i pochi uomini rimastigli fedeli.
Francesco Nau, come Henry Morgan, fu inserito nei primi due romanzi di Salgari del ciclo "i corsari delle Antille" come capo dell'isola Tortue. Nei romanzi salgariani viene chiamato Pietro Nau. Nel film di Sergio Sollima è interpretato da Eddy Fay.
Tratto da "Wikipedia, l'enciclopedia libera".
Grace O'Malley detta Granuaile o Gráinne Mhaol
Grace O'Malley (in gaelico irlandese Gráinne Ní Mháille, anche conosciuta
come Granuaile o Gráinne Mhaol (1530 circa – Rockfleet Castle, 1603)
è stata una regina, rivoluzionaria e pirata irlandese.
È oggi un'importante figura nelle leggende Irlandesi, ma fu di fatto un
personaggio rilevante nella storia irlandese del XVI secolo. O'Malley è famosa
anche come "La regina del Mare di Connemara”.
O’ Malley nacque in Irlanda nel 1530, quando Enrico VIII era sul trono
d'Inghilterra. Sotto le direttive del governo inglese del tempo, i principi
semi-autonomi irlandesi ed i signori furono principalmente lasciati liberi di
agire come preferivano, per quanto questo cambierà nel corso della sua vita e
durante la riconquista da parte dei Tudor dell'Irlanda.
Era la figlia Owen Dubhdarra O'Malley, capo del Clan degli O'Malley. Gli O’
Malley avevano il controllo di buona parte della regione ora nota come Baronato
di Murrisk, nel sud ovest della Contea di Mayo e riconoscevano come loro signori
dichiarati i gaelici Burke Anglo-Normanni o la famiglia De Burgo, che
controllava molte zone dell’ attuale contea. Insolitamente per la Nobiltà
irlandese del tempo, gli O'Malley erano una grande
famiglia di mare che tassava tutti coloro che pescavano sulle loro coste,
compresi i pescatori che venivano da tanto lontano come dall’ Inghilterra. Il
loro leader portava l’ antico titolo irlandese degli O’ Malley. Secondo la
leggenda irlandese, da giovane Grace O’ Malley volle partire con il padre per
un'operazione commerciale in Spagna, ma, quando le disse che non poteva venire
perché i suoi lunghi capelli si sarebbero impigliati alle corde della nave, lei
se ne tagliò buona parte per mettere in imbarazzo il padre e spingerlo così a
prenderla con sé, guadagnandosi così l'appellativo di "Gráinne Mhaol" ( in
irlandese Mhaol significa calvo o con pochi capelli). Da allora il soprannome
divenne conosciuto.
O' Malley si sposò ancora ragazza nel 1546, con Donal an Chogaidh (Donal
della Battaglia) O'Flaherty, erede al titolo di capo degli O’ Flaherty. Da
questo marito ebbe tre figli:
•
Owen, il figlio primogenito, conosciuto per essere estremamente gentile e
generoso. Quando Owen aveva venti o trent’ anni fu ingannato ed ucciso da
Richard Bingham, che prese possesso del suo castello con le sue truppe.
•
Margaret, a volte chiamata “Maeve” . Era, con grande disappunto della
madre, molto femminile. Si sposò presto ed ebbe molti bambini. O’ Malley ed il
marito di Margaret erano apparentemente molto vicini, ed in parecchi momenti il
genero la salvò dalla morte.
•
Murrough, spesso indicato come il più somigliante al padre, si divertiva
in guerra. Era molto maschilista: spesso picchiava la sorella, e si rifiutava di
dare ascolto alla madre a causa del suo sesso. Molte fonti riportano che
Murrough non avesse il benché minimo senso della lealtà, infatti dopo l’
assassinio di Owen tradì la sua famiglia e si alleò con le forze di Bingham.
Quando O’ Malley lo venne a sapere, giurò che non avrebbe più parlato con il
figlio per il resto della sua vita, in compenso però lo insultava spesso.
Dopo che il marito venne ucciso in battaglia, O’ Malley recuperò il castello di
Joyces (ora castello di Hen nel Lough Corrib) che era stato suo. Dopo fece
ritorno nella Contea di Mayo e stabilì la residenza della famiglia nel castello
a Clare Island.
O’ Malley si sposò una seconda volta con Richard-un-Iarainn Burke, Richard-in-Iron in inglese, soprannominato così perché portava sempre una cotta di maglia. Era il proprietario del castello di Rockfleet, vicino Newport. Secondo tradizione loro si sposarono sotto la Legge Bretone di sicuro per un anno, ed anche se si è detto che quando l'anno scadde e O'Malley divorziò da Burke tenendosi il castello, loro rimasero sposati per molti più anni fino alla morte del marito. Rockfleet rimase per secoli alla famiglia di O' Malley. Insieme ebbero un figlio, Tibbot Burke Tiobóid soprannominato Tibbot na Long (Tibbot delle Navi). Fu nominato successivamente Visconte di Mayo.
O’ Malley ingaggiò un’attività rivoluzionaria nei confronti della corona inglese. Il suo castello a Clare Island venne attaccato da una flotta proveniente da Galway, intenzionata ad avere ragione di lei. Tuttavia furono presto costretti alla fuga. Poco tempo dopo O’ Malley fu catturata, per essere però rilasciata poco tempo dopo. Una leggenda molto diffusa narra di un incidente a Howth, che accadde apparentemente nel 1576. Durante un viaggio per Dublino, O’ Malley tentò di pagare una visita di cortesia a Howth Castle, casa dell’ ottavo Barone di Howth. Tuttavia venne informata che al momento la famiglia era a cena e i cancelli del castello le furono chiusi in faccia. Per ritorsione, fece rapire il figlio ed erede del Barone, che venne rilasciato sotto la promessa di tenere i cancelli sempre aperti ad i visitatori inaspettati, e di mettere un posto in più durante ogni pasto. Ancora oggi questo accordo viene mantenuto dalla famiglia dei St.Lawrence, proprietari di Howth Castle.
In seguito al XVI secolo il potere inglese era progressivamente aumentato in
Irlanda, mentre la potenza degli O’ Malley era venuta meno. Infine, nel 1593,
quando i suoi figli, Tibbot Burke e Morrough O’ Flaherty, ed il suo
fratellastro, Donal-na-Piopa, furono fatti prigionieri dal Governatore inglese
del Connaught, Sir Richard Bingham, O' Malley salpò alla volta dell’ Inghilterra
per proporre alla regina Elisabetta I una petizione per il loro rilascio.
Apparentemente,Elisabetta fu toccata da O’ Malley, che era più vecchia di lei di
tre anni, e le due donne giunsero ad un accordo sufficiente per Elisabetta per
accordare le richieste di O’ Malley, che provvide a far cessare il suo appoggio
alle molte ribellioni irlandesi e agli
atti di pirateria contro la Gran Bretagna. La loro discussione fu
condotta in Latino, poiché O’ Malley non conosceva l’ inglese e la regina
Elisabetta non parlava l’ irlandese.
Elisabetta I inviò una famosa lista di domande, alle quali O’ Malley rispose e
che rimandò indietro. In seguito lei si recò in Inghilterra (come già accennato)
con una petizione per il rilascio dei due figli e del fratellastro. Si incontrò
con Elisabetta I al palazzo di Greenwich, indossando un elegante abito,
circondata dalle guardie e dai membri della Corte reale. O’ Malley si
rifiutò di inchinarsi per prima di fronte ad Elisabetta poiché non la
riconosceva come Regina d’ Irlanda, e glielo volle mostrare. Si è anche
rumoreggiato sul fatto che si fosse portata dietro un pugnale celato tra le sue
vesti, che le guardie trovarono dopo averla perquisita. I cortigiani di
Elisabetta si spaventarono e si preoccuparono molto, ma O’ Malley riferì alla
regina che era solo per la sua difesa personale, e la regina lo accettò, sebbene
glielo fece sequestrare. Alcuni riportano anche che O’ Malley avesse starnutito,
e che quindi una dama le avesse porto un fazzoletto ricamato. Si soffiò il naso,
ma, subito dopo averlo fatto, lo gettò tra le fiamme di un vicino caminetto.
Di fronte alla corte scioccata disse che in Irlanda, un fazzoletto usato era
considerato sporco e che quindi andava distrutto. O’ Malley ed Elisabetta, dopo
aver discusso molto, convennero ad una serie di promesse reciproche. Ad esempio,
Elisabetta fece rimuovere Sir Bingham dal suo incarico in Irlanda, ed O’ Malley
smise di sostenere le rivolte dei signori irlandesi. Dopo di che, O’ Malley
ripartì alla volta dell’ Irlanda, e l’ incontro sembrò avere buon esito.
Tuttavia, le altre richieste degli O’ Malley (come la restituzione del bestiame
confiscato da Sir Bingham , per esempio) rimasero insolute. Come se non
bastasse, dopo poco tempo Elisabetta rese a Sir Bingham il suo ruolo in Irlanda,
di conseguenza l’ incontro con Elisabetta si concluse con un nulla di fatto. Per
rispondere al ritorno di Bingham, che O’ Malley prese come un affronto, lei
tornò a supportare le varie rivolte dei Nobili irlandesi.
Nonostante la riunione, O’ Malley alla fine tornò alla vecchia vita di pirata, sebbene virtualmente conducesse i suoi attacchi solo contro i nemici dell’ Inghilterra, durante la Guerra dei Nove Anni (Irlanda). Molto probabilmente morì nel 1603, a Rockfeet Castle, lo stesso anno di Elisabetta I, per quanto la sua data di morte sia molto dibattuta.
Tratto da "Wikipedia, l'enciclopedia libera".
Henry Morgan
Sir Henry Morgan , Ammiraglio (Llanrumney, 1635 – Port Royal, 25 aprile 1688)
è stato un pirata,
corsaro e politico britannico. All'apice della carriera fu nominato
governatore della Giamaica.
Nativo del Galles (Monmouthshire) nel 1655 venne rapito a Bristol e
venduto come schiavo nei Caraibi quale manovale di contratto
(paragonabile alla schiavitù) ad una piantagione nell'isola di Barbados. Questo
particolare della sua biografia è stato peraltro sempre negato dallo stesso
Morgan.
Nel 1659 diventa bucaniere compiendo il primo saccheggio a Santiago de los
Caballeros (Repubblica Dominicana). Cinque anni dopo riceve la lettera di corsa
nell'isola di Giamaica: suo zio Edward, vicegovernatore di Port Royal gli regala
una nave di 50 tonnellate con la quale fino al 1666 compie diverse imprese. È a
questo punto che Edward Mansfield lo vuole nella sua flotta: Morgan abbandona
però il progetto durante la prima missione.
Il corsaro si sposa nel 1667 a Port Royal con la cugina e l'anno successivo
saccheggia Puerto Principe (Cuba) e Portobello, così come due anni dopo accade a
Maracaibo. I saccheggi proseguono anche nel 1670 (Panama e isola di Santa
Catalina, conquistata nonostante la guerra di corsa fosse stata dichiarata
illegale dal Trattato di Madrid)
Nel 1671 Morgan viene
arrestato e condotto a Londra: l'arresto fu quasi sicuramente un'esigenza
diplomatica in quanto l'anno dopo lo si ritrova a Port Royal con un alto
incarico.
È il 1679 e Morgan
combatte adesso la pirateria procedendo alla cattura di molti suoi ex
compagni. Queste operazioni gli consentono, nel 1680, di arricchirsi e divenire
potente, fino ad essere nominato governatore della colonia della Giamaica e
stabilirsi in quello che è stato un po' il suo quartiere generale di sempre: la
base di Port Royal.
Le disavventure per lui però non hanno termine qui: la sua carriera politica
dura poco; infatti nel 1683 viene escluso dal Consiglio della Colonia.
Muore per cirrosi epatica a Port Royal alle ore 11 del 25 aprile 1688 e viene sepolto nel cimitero di Palisadoes con funerali grandiosi.
Lo scrittore Emilio Salgari, autore di romanzi d'avventura, ha fatto di
Henry Morgan
il luogotente del celebre
Corsaro Nero e, nel romanzo Jolanda, la figlia del Corsaro Nero, lo
rappresenta come protagonista, insieme alla figlia del suo antico capitano, che
poi sposerà alla fine del racconto. Nel film di Sergio Sollima dedicato al
personaggio salgariano, Morgan è interpretato da Angelo Infanti.
Esiste anche una biografia romanzata di Morgan, intitolata
La Santa Rossa, scritta da John Steinbeck. In essa vengono ipotizzate le
motivazioni ed i meccanismi mentali che scatenavano in lui il perseguimento
violento di fini ora materiali ora psicologici.
Il cimitero di Palisadoes, pochi anni dopo la morte di Morgan fu sommerso da un
violento uragano ed ancora oggi si trova sul fondo del mare.
Nel manga One Piece vi è un personaggio ispirato a questo personaggio storico.
Tratto da "Wikipedia, l'enciclopedia libera".
La pirateria e la sua storia
La tipica bandiera pirata del XVIII secolo con sfondo nero, teschio e tibie
incrociate è chiamata
Jolly Roger. Prima di un abbordaggio veniva nascosta ed al
suo posto issata una bandiera di identificazione diversa, sfruttando così
l'effetto sorpresa.
Pirateria è il termine che indica l'attività di quei marinai denominati pirati
che, abbandonando per scelta o per costrizione la precedente vita sui vascelli
mercantili, abbordano, depredano o affondano le altre navi in alto mare, nei
porti, sui fiumi e nelle insenature.
Diversi sono i termini con i quali sono indicati i pirati nel corso del
tempo. Bucanieri, per esempio, derivato da Boucan, e filibustieri, derivato dal
francese filibustirs (in inglese freebooter). Benché spesso accomunati ai
pirati, i corsari erano invece combattenti al servizio di un governo che, in
cambio di un'autorizzazione a rapinare navi mercantili nemiche, incamerava parte
del bottino.
La differenza più evidente fra
pirati e corsari era che questi
ultimi, se catturati, soggiacevano alle norme previste dal diritto bellico
marittimo, venendo imprigionati, al pari di un qualsiasi prigioniero di guerra,
mentre i pirati catturati erano sommariamente giustiziati, in genere per
impiccagione alla varea del pennone di un fuso maggiore, al fine di fornire una
tangibile prova della potenza della giustizia umana e fungere al contempo da
salutare ammonimento per chi fosse tentato d'intraprendere una simile attività.
Anche i marinai barbareschi, ossia delle regioni "barbaresche" (cioè a
maggioranza berbera che si affacciano sul Mar Mediterraneo), che operarono tra
il XIV e il XIX secolo dalle coste marocchine, algerine, tunisine o libiche, non
erano pirati; ciò è dimostrato dal fatto che i barbareschi non aggredivano
navigli musulmani ma rapinavano solo imbarcazioni cristiane.
Il fenomeno della pirateria è antichissimo. Vi sono esempi di pirati nel
mondo classico tra i Greci e i Romani, nell'Alto Medioevo con i vichinghi e i
danesi, nel Basso Medioevo e nel Rinascimento con i pirati saraceni.
La pirateria moderna inizia nel XVII secolo nel
Mar delle Antille ed in meno di
mezzo secolo si estende in tutti i continenti; il Mar delle Antille rimane ad
ogni modo il centro della pirateria, sia perché là i pirati riescono a godere di
una serie di appoggi e favori sulla terraferma, sia perché le numerose isole
presenti sono ricche di cibo e i fondali bassi impediscono inseguimenti da parte
delle già lente navi da guerra. Tra le cause dello sviluppo della moderna
pirateria vi fu l'azione di Francia ed Inghilterra che, per contrastare la
Spagna nel Mare dei Caraibi, finanziarono vascelli corsari che saccheggiassero i
mercantili spagnoli. Successivamente, sia per il venir meno dell'appoggio
anglo-francese, sia per una acquisita abitudine allo stile di vita libero ed
indipendente, molti corsari divennero pirati.
Nel 1717 e 1718 Re Giorgio I d'Inghilterra offrì il perdono ai pirati nella
speranza di indurli ad abbandonare la pirateria, ma il provvedimento si dimostra
di nessuna efficacia. Per rendere i mari più sicuri si organizza allora una
sistematica "caccia ai pirati" da parte di navi corsare, specificamente
autorizzate dai governi per combattere i pirati. Infatti, sebbene nel momento
della sua massima espansione, attorno al 1720, i pirati dell'Atlantico non
superassero il numero di 4.000, essi furono in grado di porre una pesante
minaccia sullo sviluppo capitalistico dei commerci tra Inghilterra e colonie.
Ciò fu reso possibile, oltre che dalla oggettiva difficoltà di opporsi alla
pirateria, da alcune cause più generali.
Con la
pace di Utrecht, la fine della
guerra di successione spagnola ed il nuovo equilibrio tra potenze che si venne a
creare a partire dal 1714, le marinerie militari di Francia, Spagna e
Inghilterra furono molto ridotte e da quel momento fino al 1730 circa vi fu
anche un certa diminuzione dei commerci internazionali. La disoccupazione che
colpì i marinai, la drastica diminuzione dei salari che ad essa si accompagnò,
ed il contemporaneo peggioramento delle condizioni di vita a bordo di vascelli
spinse un gran numero di marinai verso la pirateria che prometteva loro guadagni
più facili e condizioni di vita più umane.
La pirateria è un fenomeno ancora attuale. I pirati d'oggi hanno armi
sofisticate, ma usano le stesse tecniche di abbordaggio. Attaccano navi
mercantili disarmate e inoffensive; in alcuni casi uccidono i marinai e
s'impossessano del carico. Si calcola che le perdite annue ammontino tuttora a
una cifra compresa tra 13 e 16 miliardi di dollari, in particolare a causa degli
abbordaggi nelle acque degli Oceani Pacifico e Indiano e negli stretti di
Malacca e di Singapore, dove transitano annualmente più di 50 000 carghi
commerciali.
I più pericolosi sono gli indonesiani, che nel 2000 si sono
meritati il nome di "feroci pirati" per aver depredato 86 mercanti. Mentre il
problema si presenta saltuariamente anche sulle coste del Mediterraneo e del Sud
America, la pirateria nei
Caraibi e in America del Nord è stata debellata dalla
Guardia costiera degli Stati Uniti.
Le aree considerate ad alto rischio perché infestate dai pirati erano diverse. Tra queste, la zona dello stretto di Gibilterra, il Madagascar, il Mar Rosso, il Golfo Persico, la costa indiana di Malabar e tutta l'area tra le Filippine e l'Indonesia, dove spadroneggiavano i pirati filippini. Il Mar Cinese Meridionale ospitava la più numerosa comunità di pirati, circa 40.000 all'inizio dell'Ottocento, e la più temuta per le atrocità di cui si rendevano responsabili.
La vita a bordo di una nave pirata era piena di contrasti. Sulle navi non mancava il lavoro per l'equipaggio impegnato in una costante manutenzione della nave. Le norme che la ciurma doveva rispettare erano poche ma molto dure. Tra queste:
• Ognuno ha il diritto di voto, a provviste fresche e alla razione di liquore
• Nessuno deve giocare a carte o a dadi per denaro
• I lumini delle candele devono essere spenti alle otto
• Tenere le armi pronte e pulite, pena l'esclusione dalla
spartizione del bottino
• Donne e fanciulle non possono salire a bordo, pena la morte
• Chi diserta in battaglia viene punito con la morte o con l'abbandono in mare
aperto
• Chi ruba alla ciurma viene punito con la morte o con l'abbandono in
mare aperto
• Colpire un compagno è punito con 40 frustate meno una
• La perdita di articolazione o arto è compensato da 400 o 800
dollari d'argento
I pirati prendevano le loro decisioni in maniera collettiva. Non esisteva un
leader assoluto;
il capitano veniva eletto da tutta la ciurma riunita
(dall'ultimo mozzo al timoniere) per effettuare le scelte relative alla
conduzione del vascello. Il bottino veniva diviso in quote uguali assegnando in
certi casi due quote al capitano e una e mezzo al nostromo.
Ogni capitano aveva un proprio codice (o regolamento) che modificava in alcuni
punto quello base.
I pirati, commettendo attività illecite, si riunivano in covi. Il covo dei pirati più famoso fu un'isola a forma di tartaruga detta San Cristoforo che si trova nei pressi dell'isola di Hispaniola.
Tratto da "Wikipedia, l'enciclopedia libera".
Dai bucanieri alla pirateria moderna
Il termine
bucaniere, utilizzato dal tardo XVII secolo nei Caraibi, deriva dal francese Boucanier e indicava cacciatori di frodo che affumicavano la carne su una graticola di legno. Questo metodo, chiamato barbicoa e dal quale deriva il barbecue, sarebbe stato insegnato loro dagli Arawak, tribù di
Santo Domingo.
Tuttavia, gli abitanti dell'isola utilizzarono ben presto questa parola per indicare i pirati dei Caraibi. I coloni inglesi che occuparono la Giamaica usarono questo termine per indicare pirati ribelli che navigavano nei porti e nei mari caraibici.
Questo nome divenne poi d'uso universale con l'uscita, nel 1684, del libro di Alexander Exquemelin: The Bucaniers of America.
Sebbene ve ne fossero di molte nazionalità, i bucanieri erano per lo più protestanti provenienti da Inghilterra, Olanda e Francia settentrionale. All'inizio i bucanieri ebbero come basi Hispaniola, Tortuga e Port Royal.
Sebbene sembrino essere stati un fenomeno locale, limitato alla zona caraibica, i bucanieri fecero e cambiarono la storia nel tardo XVII secolo: combatterono per gli inglesi, ebbero un forte impatto sulle rotte commerciali e vinsero numerose battaglie nel corso delle dispute territoriali verificatesi nei Caraibi.
Nonostante il termine sia oggi usato come sinonimo di pirata, in realtà i bucanieri non depredavano solo il mare aperto, ma anche le coste. Di fatto, quella dei bucanieri rappresenta la prima fase dello sviluppo della pirateria. Famosi bucanieri furono:
Francesco Nau detto l'Olonese (Jacques Jean David Nau), il gallese Henry Morgan (che fu anche fatto cavaliere da re Carlo II d'Inghilterra), Ravenau de Lussan, Bartolomeo il Portoghese, Rock il Brasiliano, Alexander Braccio di Ferro e il francese Montbar lo Sterminatore.
I bucanieri, detti anche
Fratelli della costa attaccarono le navi francesi e
spagnole che navigavano nelle Indie occidentali nel XVII e XVIII secolo.
Attorno
al 1630, alcuni francesi che erano stati scacciati dall'isola di Saint Kitts si
recarono prima a Hispaniola e poi nella vicina Tortuga (che oggi fa parte di
Haiti). Qui vissero di caccia e vendendo pelli ai mercanti olandesi. Gli
spagnoli tentarono di cacciarli, ma ai bucanieri si aggiunsero molti altri
francesi, olandesi e inglesi. Essi divennero infine così potenti da attaccare le
navi spagnole e da conquistare città nel Nord America.
Vedendo nei bucanieri degli utili alleati, l'Inghilterra li assoldò per
attaccare la rivale Spagna, legalizzando in questo modo le loro operazioni. Gli
fu quindi offerta come base Port Royal in
Giamaica.
Col benestare della Corona
inglese, i bucanieri attaccarono le navi francesi, spagnole e olandesi, e così Port Royal divenne la città più fiorente delle Indie occidentali. Furono anche
inviati ufficiali navali per comandarli, tra cui Christopher Myngs. Alla fine
furono misconosciuti dal governo inglese.
Tra le caratteristiche dei bucanieri c'era la democraticità: il capitano era
eletto dalla ciurma, che poteva anche rimpiazzarlo. Egli doveva dimostrare di
avere doti di leader e di combattente: doveva lottare al fianco dei suoi uomini
e non dare ordini da lontano. Il bottino veniva diviso in parti e quando gli
ufficiali ne ricevevano una grande quantità, voleva dire che avevano corso molti
rischi o che avevano particolari competenze. A volte le prede venivano ammassate
per mesi prima di essere divise.
Un aspetto non democratico era che i pirati
costringevano a volte i carpentieri o altri artigiani specializzati a salpare
con loro, anche se questi non erano trattenuti più del tempo necessario.
I pirati erano egalitari: per questa ragione liberavano gli schiavi che venivano trovati sulle navi catturate. Tra i pirati c'era un grande spirito di corpo, ed era questo che gli permetteva di vincere le battaglie. Per un certo periodo esistette anche un sistema di assicurazione per chi era rimasto ferito in battaglia o durante il lavoro. Tuttavia le loro comunità persero col tempo molte di queste caratteristiche.
Tratto da "Wikipedia, l'enciclopedia libera".
I corsari e la lettera di corsa
Il corsaro era una persona
al servizio di un governo cui cedeva parte degli utili ed otteneva in cambio lo status di combattente (lettera di corsa) e la bandiera (il che lo autorizzava a rapinare solo navi mercantili nemiche e ad uccidere persone ma solo in combattimento).
In origine la "lettera di corsa e rappresaglia" era un'autorizzazione del sovrano, concessa al proprietario di un mercantile, con la quale si prevedeva che, nel caso in cui la nave o il carico andassero rubati o distrutti, il mercante potesse reagire attaccando a sua volta il nemico per rifarsi delle perdite. In un secondo momento i governi si resero conto che questo poteva essere un mezzo efficace per contrastare i commerci delle potenze rivali in tempo di guerra.
Molte navi corsare furono armate da società private.
Famosi furono i corsari inglesi (sir) Francis Drake ed Henry Morgan che sul finire del XVII secolo assaltavano i porti spagnoli nelle americhe e
attaccavano i galeoni carichi di oro e argento diretti verso la Spagna.
Corsari italiani furono, propriamente Giuseppe Bavastro, mentre l'ammiraglio Andrea Doria fu considerato tale, e soprannominato appunto il corsaro. Non è molto noto che anche l'eroe nazionale
Giuseppe Garibaldi praticò la "guerra di corsa" per un certo periodo in Sudamerica.
Nel parlare comune, un corsaro agisce al di fuori delle regole, ma non per il proprio interesse, in quanto opera per conto di chi rappresenta un'autorità e quindi un ideale superiore (differenza da pirata).
Tratto da "Wikipedia, l'enciclopedia libera".
